Telemedicina e Televisita: quali vantaggi presentano

Visite sospese e non sempre riprogrammate a breve, interventi rimandati e difficoltà ad interagire col proprio medico, soprattutto con lo specialista. Tutto questo ha comportato la limitazione del contagio da Covid-19, soprattutto nella prima fase dell’emergenza e a pagarne il conto sono stati soprattutto i pazienti che necessitano di terapie di lungo periodo e dunque di un follow up sistematico e costante.

L’obiettivo principale del medico è dare una diagnosi veloce, corretta e soprattutto che ci sia dell’aderenza terapeutica. Grazie alla nuova tecnologia gli strumenti digitali nell’ambito della medicina stanno aumentando. Sicuramente un esempio semplice e ormai scontato è la comunicazione tra medico e paziente tramite WhatsApp, aiuta un’interazione tempestiva senza necessariamente incontrarsi di persona.

Il digitale assiste il medico anche nella diagnosi, nel monitoraggio, nel trattamento dei pazienti, migliorando così la qualità delle cure come ad esempio la telemedicina, piattaforme digitali e App, l’obiettivo è creare un rapporto nel quale il paziente  sia totalmente al centro dell’attenzione. Un esempio di piattaforme digitali è Paginemediche, mette a disposizione un ambiente online dove medici e pazienti hanno la possibilità di interagire.

È presente anche il Telemonitoraggio, grazie a dispositivi digitali, aiuta ad acquisire da remoto i principali parametri vitali del paziente (pressione arteriosa, temperatura corporea, battito cardiaco, ecc.). Questi valori vengono successivamente condivisi in piattaforma e resi disponibili sia per il paziente che per il medico curante per poter intervenire in caso di urgenza.

Infine, la Televisita, è un collegamento audio/video stabilita tra medico e paziente in modo da creare una visita di follow-up oppure per gestire pazienti cronici. Questo può avvenire tramite pc, tablet o semplicemente con uno smartphone ovunque ci si trovi.

L’ISS, già nell’aprile scorso, aveva redatto un Rapporto curato dal gruppo di lavoro coordinato da Francesco Gabbrielli, direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina ed il Gruppo Covid-19, Malattie Rare e dell’Osservatorio Nazionale Autismo.

Utilizzare i servizi in telemedicina, per quanto oggettivamente possibile, a tutti quei pazienti nei quali la comparsa di sintomi da Covid-19 anche lievi o moderati, potrebbe aggravare il quadro clinico complessivo. L’assistenza consisterebbe nella verifica quotidiana della comparsa ed eventualmente dell’evoluzione dei sintomi legati a Covid-19; la sorveglianza personalizzata delle condizioni cliniche di base; l’erogazione di controlli specialistici attraverso videochiamate, eventualmente eseguendo in tal modo anche quelli già programmati prima dell’inizio del periodo di isolamento; la possibilità da parte del paziente di richiedere supporto psicologico.

È in atto quindi una sfida, costruire un rapporto medico-paziente totalmente nuovo, senza sconti sulla sua efficacia.

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