Così Facebook, Twitter e la Privacy rincorrono il social dal “microfono aperto”

 

Come previsto, dopo il successo di Clubhouse nell’ultimo periodo, nonostante sia ancora una versione Beta, non poteva lasciare indifferenti i top manager di Menlo Park. Quindi sia il colosso Facebook che Twitter hanno iniziato a studiare un sistema per poter replicare.

Secondo il New York Times le contromisure di Facebook sarebbero nelle fasi iniziali di sviluppo, i ben informati parlano di una piattaforma in cantiere simile al social tanto discusso.

Non è ancora chiaro se sarà una funzione aggiuntiva alle proprie piattaforme o un’applicazione autonoma. Nel frattempo, Zuckerberg non perde tempo e atterrà proprio sul social per partecipare ad una conversazione sulla realtà virtuale.

 Intanto Twitter ha già risposto e ha il nome di Spaces. Disponibile per gli utenti Apple e solo su mobile, in queste stanze si può partecipare come ascoltatori con il comando “Richiesta” accompagnato da un microfono, si può lasciare un feedback e chiedere anche la parola.

 Insomma, la battaglia continua e sicuramente ci sarà molto su cui discutere.

 Un altro argomento spinoso è la grave carenza della privacy di Clubhouse, tanto da far intervenire il Garante della privacy che ha chiesto chiarimenti direttamente ad Alpha Exploration (compagnia che gestisce il social).

L’informativa non contiene alcun riferimento al GDR ma è presente unicamente una sezione dedicata agli abitanti della California, dunque non avendo una rappresentanza in U.E., può essere oggetto di procedimento da parte di ogni singolo Garante degli stati membri dell’Unione. In più dovrà rispondere per quanto riguarda la verifica degli utenti minori nel momento della registrazione e della finalità del trattamento cui sono destinati i dati personali di tutti gli utenti.

Clubhouse, quindi, paga l’approssimazione con cui si è rivolta al mercato globale ed è “vittima” dell’attenzione derivata dalla curva di crescita esponenziale che l’ha vista protagonista?

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