La tecnologia Blockchain traina l’oro

La tecnologia blockchain ha il potenziale per generare un cambiamento profondo e positivo. Questo cambiamento così profondo lo stanno sperimentando moltissime realtà finanziarie, multinazionali e banche in primis. Mentre in un primo momento si poteva pensare che la corsa alle blockchain potesse frenare il prezzo dell’oro, ora sembra che invece lo stia trainando in una volata spettacolare. La blockchain, infatti, è “l’uovo di colombo”, come ha scritto qualche giorno fa il sole24. Questa tecnologia, infatti, si sta facendo strada rapidamente nel settore delle materie prime, in cui è sempre più sentita l’esigenza di tracciare e semplificare gli scambi, rendendoli più sicuri e più economici.

La blockchain, in pratica, è un immenso registro digitale che non può essere manipolato o corrotto e in cui, tagliando i costi di intermediazione, si possono conservare e consultare un’infinità di informazioni, di tipo contrattuale e non solo. Questo permette di evitare frodi e riciclaggio e la tracciabilità rassicura gli investitori sul fatto che i lingotti non sono serviti a finanziare guerre o terrorismo.

L’ultima in ordine di tempo a scendere in campo per adottare la tecnologia Blockchain è stata la London Bullion Market Association (Lbma). L’organismo che supervisiona il mercato londinese dell’oro fisico – una piazza con scambi per oltre 5mila miliardi di dollari all’anno – cerca proposte per sviluppare una blockchain, puntando soprtattutto sulla tracciabilità dell’oro fisico. Questo potrebbe favorirne l’accettazione come collaterale, contribuendo forse anche a rafforzare la domanda di oro.

L’avvicinamento progressivo e sempre più rapido delle realtà finanziarie mondiali verso le blockchain in pratica sono solo l’ultima dimostrazione, in ordine di tempo, del fatto che questa nuova tecnologia, nata con le criptovalute, oltre a ridefinire l’infrastruttura finanziaria così come la conosciamo, sta avendo e avrà grossi impatti sull’intero sistema di scambio.

Molti studi dimostrano, infatti, come e quanto la blockchain sia conveniente sotto moltissimi punti di vista: oltre alla tracciabilità si può arrivare a tagliare i costi di gestione e intermediazione di oltre il 30%.

Non stupisce dunque, la corsa delle grandi aziende verso il blockchain: il mese scorso la società di trading Louis Dreyfus Corp. ha annunciato la prima transazione al mondo eseguita con blockchain nel settore dei prodotti agricoli.

Nel settore dell’energia l’Italia fa da trainatore: Enel con la tedesca E.On ha infatti effettuato il primo scambio di elettricità via blockchain, attraverso Enerchain, piattaforma sviluppata da Ponton e finanziata da una ventina di utilities europee.

Eni, con Bp e l’austriaca Wien Energie, è coinvolta fin dalla fase pilota di sperimentazione della piattaforma Interbit di Btl, impiegata per scambi di gas sul mercato europeo. Eni l’ha affiancata ai sistemi di trading tradizionali, con l’obiettivo dichiarato di impiegarla anche per petrolio e derivati.

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