Criptovalute: Il caso Western Union

Le criptovalute stanno cambiando profondamente il sistema di trasferimento di denaro. A confermare questo trend anche una delle società leader mondiali in questo settore, la Western Union. Con un fatturato che supera i 1,4 miliardi di dollari (+5% rispetto all’anno precedente), la WU sta testando Ripple, un protocollo opensource basato su XRP; una criptovaluta che all’inizio di gennaio 2018 ha raggiunto quasi la metà dell’intera capitalizzazione di mercato dei Bitcoin, quando il suo prezzo ha raggiunto il picco di valore – oltre 3 dollari per moneta. Ripple utilizza XRP come una “valuta ponte“, che permette agli utenti di fare trasferimenti di denaro senza il bisogno di preoccuparsi della valuta usata, rendendo possibile scambiare bitcoin in dollari, euro, franchi svizzeri, ecc, in pochi secondi, abbattendo drasticamente i costi di cambio e di movimentazione.

Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, ha dichiarato che proprio queste sarebbero state le motivazione di base che hanno spinto la Western Union ha testare la loro piattaforma: Ripple, infatti, consente transazioni “mille volte più veloci e mille volte più economiche di Bitcoin”

Seguendo l’esempio di Western Union, Vari istituti di credito hanno iniziato a sperimentare questo protocollo. Riviste di settore parlano di una partnership già siglata tra Ripple e l’Autorità monetaria saudita (SAMA) per la fornitura della tecnologia per i pagamenti che prevedono il cambio/valuta alle banche dell’Arabia Saudita (KSA).

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